“RESPONSABILITÀ MEDICA E DECRETO BALDUZZI” – Avv. Massimiliano NASO

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“MEDIAZIONE, D.LGS. 28/10” – Avv. Massimiliano NASO
24 ottobre 2012

“RESPONSABILITÀ MEDICA E DECRETO BALDUZZI” – Avv. Massimiliano NASO

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Il decreto Balduzzi all’art. 3 prevede, in tema di responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie, al numero 1, che: fermo restando il disposto dell’art. 2236 c.c. , nell’accertamento della colpa lieve delle professioni sanitarie, il giudice, deve, visto l’art. 1176 c.c., tener conto dell’osservanza delle Linee Guida e delle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale. Il numero 3, dello stesso articolo, invece testualmente recita:

Il danno biologico conseguente all’attività dell’esercente della professione sanitaria è risarcito sulla base delle tabelle di cui agli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, eventualmente integrate con la procedura di cui al comma 1 del predetto articolo 138 e sulla base dei criteri di cui ai citati articoli, per tener conto delle fattispecie da esse non previste, afferenti all’attività di cui al presente articolo

Direi che da una semplice lettura di questo articolo emergono certamente degli aspetti importanti che meritano, quantomeno, una riflessione.
Innanzitutto il Decreto parla di Linee Guida in maniera piuttosto generica, chi si occupa di sanità a livello scientifico, sa molto bene che in Italia esistono infinità di Linee Guida, più o meno attendibili, frutto di lavori più o meno seri. Questo perché esistono linee guida internazionali, nazionali, ma anche locali, di piccoli centri, che certamente non hanno l’attendibilità delle linee guida frutto di attenti e costosi studi avvenuti, ad esempio, in ambito internazionale. Le linee guida, in ogni caso, non sono delle leggi di copertura, infatti le stesse non possono prevedere tutti i casi in assoluto. Ciò posto, da subito, emerge una evidente genericità della norma con altrettanta evidente “confusione” per gli operatori.
Quel che sembra è che si voglia restringere il campo, ma in che modo?

Poi il discorso sulla colpa lieve, direi che quanto indicato nella norma risulta piuttosto generico, conseguentemente mi sembra di poter dire non sia cambiato molto rispetto a prima, gli orientamenti giurisprudenziali degli ultimi 15 anni sulla colpa lieve, in ambito sanitario, sono stati molto chiari, a questi si riferisce il decreto?

La parte invece in cui si fa riferimento al decreto 209/2005 in riferimento al danno biologico che deve essere risarcito sulla base delle tabelle (per ora ne esiste solo una, quella delle micro-permanenti) previste per gli incidenti stradali è davvero così smaccatamente ingiusta da risultare quasi provocatoria.

Come molti di voi sanno, il decreto 209/05 prevede una significativa riduzione del risarcimento del danno biologico sulla scorta di un accordo avvenuto tra governo e assicurazioni di una (presunta) riduzione dell’R.C auto. A fronte di tale (presunta) riduzione, in questo ambito, e solamente in questo ambito, si è ritenuto di applicare delle tabelle differenti. Ora noi tutti operatori del diritto vorremmo capire, per quale strana logica, se non quella che tutti intuiamo di favorire le assicurazioni immotivatamente, si è deciso di dare una indicazione così assurda che riduce il risarcimento del danno biologico anche del 50%?

Aspettiamo con ansia quel che sarà deciso prima della conversione in legge del decreto, perché ci auguriamo vivamente che il governo intervenga con delle modifiche sostanziali.

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