“LA RISARCIBILITA’ DEL DANNO E LA COLPA LIEVE DOPO LA LEGGE BALDUZZI” – Cass. 4030/13 – Massimiliano NASO

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“LA RISARCIBILITA’ DEL DANNO E LA COLPA LIEVE DOPO LA LEGGE BALDUZZI” – Cass. 4030/13 – Massimiliano NASO

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La Corte di Cassazione con la sentenza n. 4030 del 19 febbraio 2013, ha cominciato a prendere posizione rispetto alle facili interpretazioni della Legge Balduzzi 189/2012 sui concetti di colpa professionale medica e determinazione del danno.

Come noto, l’art. 3 della Legge 189/13 ha testualmente previsto che:

L’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo.

Ora, così come era avvenuto per le note sentenze di San Marino, anche dopo la pubblicazione di questa rivoluzionaria legge, si è aperto il dibattito su come interpretare alcune delle generiche indicazioni fornite nella stessa.

Sappiamo che in generale si interpreta ciò che non è chiaro, che risulta in parte oscuro, ed ecco che ogni qualvolta gli operatori del diritto si trovano ad avere ampi margini nell’interpretazione, quasi sempre, si creano inevitabili equivoci e, spesso, l’interprete, approfitta di questi spazi valutativi trovandosi nella naturale posizione di chi è portato a favorire soluzioni più utili rispetto agli interessi delle parti che si rappresentano.

Ora, nel caso della colpa lieve richiamata nel sopra indicato articolo, questa operazione di interpretazione ha dato già i suoi frutti, ecco perché la Cassazione ha ritenuto in questa sentenza di cominciare a creare degli importanti precedenti giurisprudenziali volti a frenare delle facili e pericolose speculazioni di chi interpreta in maniera errata.

Il tema è quello della risarcibilità del danno in ipotesi di colpa lieve.

La norma sopra richiamata prevede che l’eventuale esimente penale prevista per i casi di colpa lieve ove il medico si è attenuto alle linee guida, non elide l’illecito civile ove, tra l’altro, rimane pur sempre, in via generale, quanto previsto dall’articolo 2043 c.c. in termini dineminem laedere sia nel diritto positivo che nei diritti inviolabili.

La legge Balduzzi che ha vari aspetti di luci ed ombre interpretative, certamente ha determinato una importante evoluzione nel diritto penale, cercando di circoscrivere la colpa professionale medica in quegli ambiti di gravità che, di riflesso, dovrebbero contenere il rischio di pretestuose azioni penali.

Questo aspetto però non deve trascinare l’ambito della risarcibilità del danno in sede civile, e questo non solo perché non è previsto nella Legge Balduzzi, ma anche perché contrario a tutte le logiche normative e giurisprudenziali degli ultimi 20 anni in tema di danno alla persona.

Per queste ragioni è quantomeno auspicabile che gli operatori del diritto facciano propri, quanto prima, i sopra richiamati aspetti onde evitare che il fondamentale diritto alla restituzione integrale del danno subito non sia spazzato via da valutazioni apertamente contrarie alle disposizioni di Legge oltre che a quanto previsto più in generale nella nostra costituzione.

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