“I DIRITTI DEI MEDICI” – Massimiliano NASO

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“DANNO MORALE LIQUIDATO AL PROSSIMO CONGIUNTO”- Cass. 14040/13 – Massimiliano NASO
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“I DIRITTI DEI MEDICI” – Massimiliano NASO

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Si parla tanto di diritti del malato, ma i diritti del medico dove sono finiti?

Dalla mia esperienza ho notato che, soprattutto in questi ultimi anni, tanto si è parlato dei diritti del malato lasciando in second’ordine quelli sacrosanti del medico.

La professione del medico è una delle più antiche e nobili dell’uomo e l’ambito sanitario in questi ultimi 30 anni è stato davvero il fulcro di una serie di interventi giurisprudenziali e legislativi che hanno profondamente influenzato l’attività del prestatore d’opera professionale in ambito sanitario.

E’ noto infatti che a far data dagli anni ’80, vi è stata una crescita molto importante del contenzioso, crescita che certamente è dovuta a molti fattori, tra questi determinante è stata ad esempio la sempre maggiore scolarizzazione delle persone ed anche l’evoluzione dell’individuo sotto il profilo dell’autodeterminazione.

Oggi per salute si intende uno stato di benessere psichico e sociale totale, diciamo che per salute oggi si intende non la semplice assenza di malattia, ma molto di più. Le componenti del benessere sono molteplici, ed ecco perché è stato necessario intervenire in dottrina, grazie anche all’opera illuminata del Prof. Paolo Cendon, su importanti voci di danno che sino a qualche anno fa non erano minimamente riconosciute, questo è il caso del danno esistenziale.

Di questi argomenti si è parlato molto, parliamo adesso invece del medico.

In queste poche righe non voglio parlare del rapporto tra medico e struttura, della gerarchia tra medici, delle responsabilità del primario ospedaliero, del tipo di contratto che si conclude tra paziente e medico, del nesso causale e dell’onere della prova, nulla di tutto ciò; voglio parlare invece dell’errore dal punto di vista del medico.

Abbiamo provato mai ad immaginare cosa succede al medico dopo una contestazione su presunte responsabilità professionali?

L’attività sanitaria è una delle più complesse tra le professioni intellettuali e come osservato da un noto cardiologo statunitense, Bernard Lown, il medico appartiene alla cultura della scienza e all’arte di curare, certamente in futuro la scienza andrà oltre la malattia, ma non potrà mai sostituire l’arte di curare.

Il buon medico ha sempre presente questo indispensabile aspetto, ma oggi il medico può permettersi di affinare l’arte di curare?

Diciamo che la paura di sbagliare, il rischio di una contestazione, il timore di dover rispondere per qualche cosa che magari non si è nemmeno determinato, hanno portato sempre più il medico verso la medicina difensiva, fenomeno in enorme crescita che è una vera e propria piaga sanitaria.

Infatti a volte il medico per essere certo di non incorrere in contestazioni esagera con la cura o con le indagini diagnostiche, questo evidentemente non è bene.

Ma come difendere il medico ingiustamente accusato?

Gli aspetti sono molti e vanno affrontati con attenzione.

Innanzitutto è bene aver sempre presente che in ambito sanitario vige ormai la regola della responsabilità contrattuale, conseguentemente il medico dovrà sempre dimostrare di aver esattamente adempiuto alla sua obbligazione.

Ma se il medico ha fatto bene ed è stato ingiustamente citato in giudizio, cosa può fare quest’ultimo?

I casi sono tanti, proviamo a pensare ad un medico, non primario, che, ad esempio, ha firmato la cartella clinica nella sola lettera di dimissioni ma che non ha partecipato all’intervento chirurgico e che viene, ingiustamente, citato in giudizio con richieste economiche per somme spaventose.

Cosa può fare questo medico?

Oppure proviamo a pensare al caso di un procedimento promosso su questioni completamente infondate, basate su rilievi palesemente errati.

Anche in questo caso, cosa può fare il medico?

Vi parlo di questi aspetti perché oggi la qualità della difesa, purtroppo, è sempre più minata da realtà che per fini esclusivamente di lucro, portano avanti qualsiasi questione ancorché infondata.

Questo fenomeno deprecabile deve trovar risposta nelle difese dei diritti di quei medici che sono stati ingiustamente accusati di colpe inesistenti.

Per queste ragioni credo sia importante dare spazio, oltre ai diritti dei malati mal assistiti, anche ai diritti dei medici che sono sempre più alla mercé di una realtà che vede interi settori della medicina in forte crisi, come quello della chirurgia generale, proprio perché non vi è una chiara risposta giurisprudenziale anche nei confronti dei diritti del medico.

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