“DANNO MORALE LIQUIDATO AL PROSSIMO CONGIUNTO”- Cass. 14040/13 – Massimiliano NASO

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“DANNO MORALE LIQUIDATO AL PROSSIMO CONGIUNTO”- Cass. 14040/13 – Massimiliano NASO

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La Corte di Cassazione, con la sentenza n.14040, depositata il 4 giugno 2013, torna su un tema molto controverso – in cui, in realtà, sono  i giudici di merito più che non che quelli di legittimità a creare problemi interpretativi. Il tema è quello del danno morale che spetta al prossimo congiunto in caso di errore medico.

Quel che la Corte è tornata a ribadire è che l’illecito può determinare a carico dei prossimi congiunti una sua potenzialità lesiva autonoma, venendo così ad assumere una valenza plurioffensiva, così da poter essere considerato come causa immediata e diretta non solo del danno che la vittima ha subito, ma anche di quello che ha subito il congiunto.

Insomma il congiunto ha diritto al risarcimento del danno morale se si configurano a suo carico delle sofferenze che si vanno ad aggiungere a quelle patite dal soggetto direttamente leso.

Questa sentenza riguarda un caso di errore di diagnosi in cui ad un soggetto è stato diagnosticato un tumore, con tutte le conseguenze per il paziente che ha sviluppato una patologia di tipo psicologico, convintosi di avere una malattia grave, e con ogni ulteriore ed intuitiva conseguenza nell’ambito familiare ove il soggetto viveva.

Che dire?

Si ritiene questo orientamento pienamente condivisibile, posto che risulta evidente che i prossimi congiunti siano  esposti ad un danno di tipo non patrimoniale ogniqualvolta si dovessero trovare in una situazione in cui sia configurabile un danno che ha una potenzialità lesiva autonoma rispetto a quello subito dal diretto interessato. L’aver vissuto un clima famigliare faticoso e particolarmente sofferto a causa, nel caso di specie, di un errore del medico, ha certamente determinato un danno di tipo morale, che deve essere adeguatamente valutato e risarcito.

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